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Movida, regole diverse, gli stessi schiamazzi. L’ordinanza non basta, servono i controlli – IL VIDEO DELLA NOTTATA

Le regole sono cambiate, ma gli schiamazzi sono proprio gli stessi di prima, così come la stessa è la quantità di rifiuti lasciata per terra e che, come di consueto, si aggiunge a orina e vomito. Serve un serio e costante controllo di polizia che, oltre a colpire lo spaccio che imperversa ai margini della zona della movida, funzioni da primo intervento di educazione sui giovani che non rispettano il centro storico e i suoi abitanti, Ma è ovvio che è necessario organizzare altre iniziative a medio e lungo periodo per spiegare ai ragazzi che il centro storico è un quartiere, non una discoteca nè un luogo dove i doveri vengono meno

pm centro storico movida(Due pattuglie della polizia municipale sono state costrette a intervenire, stanotte, su richiesta dei residenti a causa degli schiamazzi dei giovani nonostante la chiusura dei locali)

di Monica Di Carlo

Ieri è stato il primo venerdì d’ordinanza vivibilità per la movida, ma se ne sono accorti soltanto i titolari dei locali corretti, quelli che hanno dovuto rinunciare a un’ora di incasso mentre certi colleghi hanno continuato a stare aperti, alcuni continuando a servire con la serranda a mezz’asta, altri addirittura con le luci accese e folla ai tavolini pieni di bicchieri anche dopo l’orario in cui il codice della strada prevede che si debba terminare la somministrazione di alcolici (le 3). Tre le ragioni del mancato risultato positivo: ci sono bar, artigiani alimentari e market della zona rossa dell’alcol che se ne fregano dell’ordinanza; ce ne sono altri che mettono in atto strattagemmi per eluderla (ieri in via San Donato e canneto il Lungo), poi i ragazzi si sono organizzati in fretta per scendere nel centro storico già muniti di birre e superalcolici acquistati ai margini del divieto o presso i gestori che non rispettano le regole. Chiusi i circoli di mura delle grazie Quaalud e 262 (che hanno sempre aperto quando ora l’ordinanza impone di cessare i rumori e, successivamente, la somministrazione), i giovani si sono spinti lo stesso fino a tarda notte nel cuore della movida “chiusa per ordinanza”, hanno occupato i dehors dei locali chiusi, hanno tenuto svegli gli abitanti che alle 4,30, stanchi, hanno chiamato la polizia municipale, che stavolta è arrivata. Alla sola vista dei lampeggianti, i giovani che schiamazzavano se la sono data a gambe. Indisturbato, per tutta la notte, è continuato lo spaccio.
Certo è che senza controlli costanti non solo sui locali, ma anche sui comportamenti dei ragazzi non si caverà un ragno dal buco e l’ordinanza, che secondo noi ha molte potenzialità ma anche il limite di buttar via il bambino con l’acqua sporca, finirà per uccidere solo la movida “buona”.
È evidente che l’ordinanza da sola non basta e finisce per danneggiare i corretti senza incidere minimamente su quelli che non lo sono e che sarebbero gli unici da colpire. Serve un controllo accurato e massiccio delle forze dell’ordine, ieri in forze a tentare di risolvere il problema di Sampierdarena che è certo più pressante perché manifesta fenomeni di criminalità più spinti. Ma se il problema è il personale delle forze dell’ordine non basta, se è per quello che l’amministrazione è stata costretta a allestire un provvedimento draconiano che la espone a tante polemiche, forse sarebbe il caso che finalmente tutti, amministrazione, vertici delle forze dell’ordine, sindacati di polizia di Stato e municipale, denunciassero finalmente la cosa, la facessero emergere e chiedessero finalmente aiuto a Roma. Senza controlli non si va avanti.
Oltre all’immediata repressione, che non può essere una soluzione definitiva, anche se al momento si tratta di un’amara pillola necessaria a limitare le intemperanze andate troppo “oltre”, bisogna poi costruire un percorso per educare i giovani, perché è del tutto evidente che non si tratta di un fenomeno di criminalità, ma di maleducazione spicciola, di orde di ragazzi (e ragazzini) ai quali i genitori, oltre alle norme di comportamento, non hanno insegnato il valore del centro storico, che ora ha anche una valenza turistica per la quale una movida sana è importante. Il turismo significa posti di lavoro, ricchezza per la città, benessere per i cittadini. O si riporta la movida alla correttezza o si perde anche questo.

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